Adolescenza in tre parole – 2

Identità – Limite – Conflitto

I cambiamenti

Nel precedente articolo, abbiamo definito cosa si intende per adolescenza e da che cosa è caratterizzata.
Ora guardiamo ai cambiamenti legati al corpo, al cervello e al pensiero che sottendono alle caratteristiche accennate in precedenza.

Cambiamenti nel corpo

Il corpo occupa una posizione privilegiata nei mutamenti dell’adolescente. La pubertà produce inevitabilmente degli sconvolgimenti, dei marcati mutamenti fisici che porteranno la persona alla piena maturità sessuale e quindi alla possibilità di riprodursi.
Infatti è proprio in questo periodo che ha luogo lo sviluppo degli organi genitali interni ed esterni (caratteri sessuali primari) e si svilupperanno i cosiddetti caratteri sessuali secondari: il timbro della voce, la massa muscolare, la distribuzione del grasso corporeo, la crescita delle mammelle, la distribuzione e il numero dei peli.
Simili cambiamenti, solitamente dalla comparsa repentina e inaspettata, possono essere di difficile accettazione.

Cambiamenti nel cervello

I cambiamenti a livello del cervello riguardano i neuroni e una nuova possibilità di collegamento tra di essi. In questo periodo di vita avviene una riduzione dei neuroni: questo perché nell’infanzia si ha un eccesso di produzione di queste cellule dovuto allo sviluppo.
Le connessioni tra i neuroni rimasti si rafforzano grazie alla mielinizzazione, ossia la formazione della guaina mielinica che va a rivestire l’assone del neurone.
Grazie a questo, l’efficienza della comunicazione tra neuroni è migliorata, essendo più veloce e sincronizzata. 
Sono proprio queste due modifiche a poter permettere una maggiore integrazione delle varie parti del cervello, in particolare una parte più razionale (corteccia cerebrale) e una più emotiva (regione limbica del cervello). 
Anche a livello cerebrale, questi cambiamenti non sono immediati e netti: l’adolescente quindi dovrà imparare pian piano, grazie anche agli adulti che ha intorno, ad integrare al meglio queste due parti potendiso permettere di vivere le proprie emozioni senza farsene sopraffare.
Inoltre, nell’adolescenza viene prodotto in maniera differente un neurotrasmettitore, la dopamina, legato alla sensazione di vitalità, euforia e gratificazione: in situazioni neutre il livello questa componente è inferiore ad altri periodi mentre risulta maggiore il livello prodotto in concomitanza di esperienze nuove. Tutto questo si traduce in una sensazione di noia diffusa e nella continua ricerca di esperienze nuove ed elettrizzanti.

Cambiamenti psicologici

In conseguenza a ciò che abbiamo detto, anche il modo di pensare dell’adolescente muta: si ha la comparsa del pensiero riflessivo che permette di formulare ipotesi e di ampliare la percezione che la persona ha di se stessa e del mondo. Grazie a questo tipo di pensiero più astratto, avviene il passaggio dal viversi come bambini a non sentirsi più tali, poiché sono possibili nuove riflessioni su di se’ e sul mondo circostante. L’aspetto riflessivo porta l’adolescente ad auto-osservarsi, per cercare di trovare una propria identità. Questo permette quindi di poter formulare ipotesi su se stesso (ad esempio: “Chi sono davvero? Che cosa voglio fare? Che tipo di persona desidero essere?) e a mettersi in discussione, cercando di costruire un nuovo senso identitario, che possa includere una nuova visione di sé come adulto e allo stesso tempo, per alcuni versi, ancora bambino.
E’ proprio questa coesistenza di due percezioni molto diverse ad essere alla base di quella sensazione di smarrimento, incertezza e confusione tipica di questa fase di vita.Nell’adolescenza si è sostenuti da una spinta all’autonomia che permette di definirsi come soggetti autonomi e delineare la propria individualità.
Spesso il senso di solitudine, accompagnato al bisogno di provare ad esplorare il mondo da soli, spinge verso il gruppo dei coetanei, con i quali si sperimentano nuove emozioni legate alla sessualità, alla cooperazione e alla competizione. 
L’importanza del gruppo è quella di offrire altri modelli di comportamento e di pensiero diversi dal proprio, con i quali potersi confrontare e sui quali riflettere. 

In pratica…

– Cosa osserviamo nella quotidianità?
– Come possiamo aiutarli a crescere in modo funzionale?

Li vedremo nei prossimi articoli.
Be You

Chiara Del Giudice

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