Adolescenza in tre parole -4

Identità – Limite – Conflitto

Negli articoli precedenti abbiamo potuto descrivere l’adolescenza, i suoi cambiamenti e come si osservano quest’ultimi nella quotidianità.
Nella filosofia di Be You Lab è protagonista l’essere attivi e il condividere vere e proprie strategie di azione. Ecco perché qui parleremo di Tips da utilizzare nella relazione adulto – adolescente.

Le esperienze plasmano i collegamenti neurali e, di conseguenza la mente e la personalità.

Le emozioni plasmano le esperienze.

La relazione, la comunicazione verbale e quella non verbale sono gli strumenti più importanti di cui l’uomo è in possesso, perché favoriscono il continuo sviluppo cerebrale e la costruzione di connessioni neurali. Se l’adolescente vive esperienze relazionali positive, le sue connessioni neurali le registreranno e verranno rinforzate portando ad una crescita funzionale.
Le emozioni con cui l’adolescente interpreta tali esperienze diventano quindi fondamentali, ma molto difficile da riconoscere per quest’ultimo a causa della ancora acerba integrazione tra cervello razionale e cervello emotivo.

TIPS -1

L’adulto può aiutare l’adolescente ha riconoscere le proprie emozioni condividendo le proprie e il pensiero che sta dietro ad un’esperienza.
Ad esempio. Torniamo a casa dopo una giornata di lavoro complicata dove ci sono stati degli scontri con i nostri colleghi. A tavola, potremmo condividere il sentimento di delusione, frustrazione o rabbia e i pensieri che abbiamo avuto su questi episodi continuando a ragionarci a voce alta.
Anche se l’adolescente non sembra interessato avrà la possibilità di vivere l’esperienza di un connessione tra esperienza ed emozione e conoscere una strategia di risoluzione dell’attivazione emotiva.


Le emozioni giocano un ruolo fondamentale in tutte le relazioni. Nella relazione adulto – adolescente la complessità si incontra nella difficoltà del ragazzo di immedesimarsi nell’altro e riconoscere le emozioni in campo.
Gli adulti dovrebbero essere facilitati in questo e potrebbero aiutare l’adolescente nel comprendere il meccanismo di immedesimazione. Questo può avvenire si riesce a tenere a mente i due punti di vista.
Per un adulto che comprende solo le proprie emozioni e non è in grado di riconoscere quelle dell’adolescente, sarà difficile riuscire a sviluppare una relazione cooperativa e un’atmosfera di complicità. D’altra parte, un adulto che assegna un ruolo prioritario al punto di vista dell’adolescente e trascura il proprio vissuto emotivo, troverà difficoltà nel definire i limiti da rispettare.

TIPS – 2

Quando il livello di emotività si alza e il cervello emotivo domina il cervello razionale gli adulti possono modificare la comunicazione da un tipologia agonistica ad una cooperativa.
Come raccontato in precedenza il cervello dell’adolescenza può perdere l’integrazione tra cervello che pensa e cervello emotivo. Anche agli adulti può capitare e da qui nascono i conflitti dove si urla e si dicono frasi che non vorremmo comunicare.
Dare spazio alla riflessione per poter riportare la giusta flessibilità di risposta permette di comunicare in modo efficace.
Ad esempio. In casa si accende una lite perché l’adolescente ha infranto la regola del copri fuoco. I toni si scaldano e si arriva a perdere l’efficacia comunicativa. A questo punto l’adulto può provare a riportare i toni ad un livello più basso e a comunicare le conseguenze dell’infrazione cercando di spiegare razionalmente cos’è accaduto. Prima di passare al cervello razionale, però, è importante sintonizzarsi con il cervello emotivo dell’adolescente passando così il messaggio di comprensione del suo stato d’animo.
Una possibile comunicazione potrebbe essere: “Capisco che sia difficile rispettare le regole e a volte frustrante tornare a casa prima dei tuoi amici, ma se la regola esiste e tu la infrangi devi essere consapevole che ci saranno delle conseguenze. Sei libero di infrangere le regole se vuoi, ma non lamentarti delle ripercussioni. Se intervengo è perché la situazione è troppo pericolosa e ho il dovere e il piacere di starti vicino e proteggerti.”
Così i limiti sono ben delineati, si lascia l’adolescente libero di prendersi le proprie responsabilità e di fare esperienza di fallimento o di successo, esperienze fondamentali per la sua crescita.


L’errore è parte integrante della crescita dell’adolescente avendo una personalità in costruzione. Sbagliare e riprovarci sono momenti di crescita importanti, molto di più che fare tutto giusto. Per questo è importante non far vivere l’errore come una chimera e un drammatico momento di fallimento personale.
Per poter trasmettere l’importanza del tollerare l’errore è fondamentale anche tollerare i propri errori! Anche gli adulti sbagliano e la condivisione di come si gestisce l’errore e la possibilità di rimediare o meno diventa un momento di grande crescita per entrambi.

TIPS – 3

Quando nella relazione con l’adulto si compie uno sbaglio possiamo condividerlo e chiedere scusa mandando così un messaggio importante: “nessuno è perfetto e sbagliare si può; è importante anche prendersi le proprie responsabilità dell’errore senza però perdere la fiducia in se stessi.”
Quando è l’adolescente a sbagliare? L’adulto può aiutarlo a riconoscere l’errore senza, però, dare giudizi sulla persona, ma solo sull’azione.
Ad esempio. L’adolescente porta a casa un brutto voto. Possiamo giudicare il fallimento in due modi: giudicando la persona “sei un incapace, uno svogliato che non usa mai il cervello”; oppure giudicando l’azione “Non hai dato la giusta importanza allo studio dell’argomento. Forse avresti dovuto spendere più tempo a studiare e chiedere aiuto se non ti sentivi pronto per la verifica. Capisco che sia faticoso organizzare lo studio di tutte le materie. Se vuoi posso farti vedere come mi organizzerei io, per avere un spunto e costruirti la tua tabella di studio”


Queste sono alcune delle strategie che si possono utilizzare per migliorare la relazione con l’adolescente e permettergli di vivere esperienze emotive e razionali integrate.
Non è sempre facile metterle in pratica ed è importante accettare che anche a volte si sbaglierà, ma che da tale sbaglio si potranno ricavare esperienze di condivisione importanti per la crescita dell’adolescente.

La TIPS finale

Amate, urlate, piangete, arrabbiatevi, create regole e smontatele, costruite limiti e sanzioni. Siate voi stessi e condividete le vostre emozioni e i vostri pensieri. Gli adolescenti cresceranno e avranno così un bagaglio di esperienze da cui attingere.
C’è solo una regola da non infrangere mai:

SIATE LA LORO BASE SICURA! Il loro porto dove tornare e sentirsi compresi anche nell’errore, nel capriccio, anche dopo una bravata. Comprendere e rendere consapevoli delle responsabilità annesse alle azioni con fermezza e tanta dolcezza.

Be You

Luisa Forcherio

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