La mindfulness

Mindfulness, letteralmente “consapevolezza”, è un termine ad oggi molto diffuso, utilizzato per riferirsi ad un processo psicologico che si basa sulla possibilità di prestare attenzione al momento presente in maniera intenzionale e non giudicante.

Da dove deriva il concetto di consapevolezza?

Il termine mindfulness è la resta in lingua inglese che Rhys Davids diede, nel 1952, del vocabolo Sati, traducendo per la prima volta il “Grande discorso sui fondamenti della presenza mentale”, uno dei testi che racchiude l’insegnamento del Buddha e l’interpretazione della sua dottrina. Secondo la tradizione buddhista, circa 2500 anni fa, in Nepal, visse un principe che attorno ai suoi 29 anni decise di rinunciare alla sua vita agiata e di dedicarsi alla pratica di severe discipline mentali e fisiche. Egli, praticando la meditazione e prestando attenzione al momento presente, riuscì a raggiungere la comprensione profonda degli schemi abituali che vincolano la conoscenza della realtà e che portano alla sofferenza. Per questo motivo, il principe fu chiamano Buddha il cui significato è “risvegliato”.

La mindfulness oggi

Sebbene, come abbiamo visto, questo concetto sia tutt’altro che moderno, la sua diffusione nella cultura occidentale è relativamente recente (1990 circa) a causa del pregiudizio rispetto alla pratica meditativa, considerata  da molti come esoterica.

Lo scopo della mindfulness come è intesa oggi è quello di uscire da uno stato di mindlessness – inconsapevolezza caratterizzato da un continuo ricordo del passato e dal vagare con la fantasia immaginando il futuro. Il fine ultimo è quello di riuscire a riappropriarsi del presente e vivere momento per momento.

Praticare la mindfulness

La pratica della mindfulness può seguire principalmente due modalità: quella implicita e quella attraverso momenti di meditazione formale.

Nel primo caso, si tratta di cercare di essere attivamente presenti con la mente e con il corpo in quello che si sta facendo, ad esempio studiare, camminare, guidare o parlare con qualcuno. Consiste nello svolgere le attività quotidiane il più possibile in maniera consapevole.

La meditazione formale consiste nel dedicare una certa qualità di tempo ogni giorno alla pratica meditativa.

Esistono diverse tipologie di pratica: alcuni esempi possono essere le meditazioni basate sulla scansione corporea o sulla respirazione, la Meditazione della Montagna e la Meditazione Camminata.

Al di la delle singole varianti, in generale l’indicazione data è quella di notare qualunque cosa sia predominate nella propria consapevolezza, momento per momento.

L’attenzione non deve essere focalizzata su un oggetto in particolare, bensì sulla globalità dell’esperienza in continuo mutamento. Quello che si può cogliere attraverso la pratica è che alcuni pensieri si affacceranno alla nostra mente e sarà molto difficile non seguirli. Il praticante può così rendersi conto quanto può essere semplice perdersi nella ricorsività dei propri pensieri in maniera automatica, rinunciando ancora una volta a stare nel presente e nella consapevolezza.

La pratica della mindfulness non implica il raggiungimento diretto di uno stato di felicità o di rilassamento, bensì costituisce una modalità attraverso cui possiamo costruire una base per lo sviluppo attivo dei fattori sottesi al benessere.

La sofferenza mentale generalmente si presenta quando non si riesce a risolvere una situazione negativa: al fine di placare gli stati interni che generano sofferenza, si tende a rifugiarsi in pensieri ricorsivi creando così una situazione di fossilizzazione.

Attraverso un atteggiamento improntato alla consapevolezza e al momento presente, si può riuscire a non identificarsi nei propri pensieri rimanendo maggiormente in contatto con noi stessi, in modo tale da allargare il nostro punto di vista ed aumentare così le nostre possibilità di scelta.

Per saperne di più:

Kabat – Zinn J., Vivere momento per momento, Tea Edizioni

Kabat – Zinn J., Ovunque tu vada ci sei già, Tea Edizioni

Siegel D., Mindsight, Raffaello Cortina Editore

BeYou

Chiara

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